20-08-2009 
Questa volta ci siamo, abbiamo compiuto un giro in moto davvero bello ed esaltante sul Passo che ogni motociclista definisce il più bello ed emozionante: Passo dello Stelvio.
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VIAGGIARE IN MOTO
Vieni a scoprire gli Itinerariche abbiamo pubblicato per te!
Potrai prendere spunto dalle esperienze della Community e magari seguire i nostri passi ripercorrendo le nostre tappe.
Oppure, potrai semplicemente capire che tipo di viaggio hai voglia di affrontare.
PREZZO DEL PETROLIO
MANUTENZIONE FAI DA TE
Hai bisogno di alcuni consigli sulla manutenzione ordinaria sulla tua moto?
Visita la sezione "MOTO FAI DA TE" e potrai scoprire come agire nel preservare la tua "bambina" dalle brutte sorprese.
INFO PER IL TURISMO
CODICE DEL MOTOCICLISTA
Se ancora non siete informati, esiste un "Codice" usato dai motociclisti per comunicare tra di loro in moto.
Questo codice è molto utile per capire quando qualcuno ci vuole avvertire della presenza di qualche pericolo come ad esempio una strada dissestata
con presenza di ghiaia o sassi in mezzo alla carreggiata. Per imparare il codice, clicca sulla FOTO
DIARIO DI BORDO: IN PORTOGALLO CON DANIELA E GIANNI
MOTO: GSX750F
1. Giorno: Milano - Spagna
Eccoci di nuovo pronti per goderci le vacanze con la nostra nuovo moto, una sport-tourer presa da pochi mesi ma già vissuta! Carichiamo la moto con le nostre 2 borse rigide della GIVI (riempite con lo stretto necessario cercando di distribuire il peso in modo equilibrato tra le due per evitare di sbilanciare la moto), poi è la volta del bauletto, il mitico Maxia con tutto l’indispensabile per il campeggio e infine la borsa da serbatoio dove teniamo le scorte di cibo (uno di noi 2 è intollerante al glutine per cui ci portiamo dietro i prodotti presi in farmacia apposta senza glutine -pasta, biscotti, fette tostate per fare i panini) e con la tasca in alto trasparente per metterci le cartine della Francia, della Spagna e del Portogallo (le mitiche cartine del Touring Club con segnalate le città più belle, i percorsi da moto (quelli tutti pieni di curve), i parchi, le strade e i punti panoramici, e anche le autostrade anche se noi le usiamo solo per arrivare in Spagna.
E’ circa mezzogiorno quando finalmente allacciamo i caschi e iniziamo la nostra avventura.
Noi siamo turisti molto fai da te per cui non abbiamo prenotato posti dove dormire, abbiamo deciso solo la direzione, decideremo dove fermarci man mano che viaggiamo, dove ci piace, dove ci consigliano.
Il primo giorno quindi è solo una mega tappa per allontanarci in fretta dalla città…prendiamo la Milano –Genova…per chi volesse “risparmiare” km si può deviare senza passare da Genova, ma noi non abbiamo fretta…siamo in vacanza e da veri motociclisti ci facciamo tutto il pezzo della Serravalle per gustarci le uniche curve che puoi trovare in autostrada…e poi via, tutta dritta alla volta della Francia.
L’autostrada francese è molto bella, piena di segnalazioni di benzinai (così si riesce a regolarsi su quando fermarsi a rifornire il bolide), ben illuminata e con un asfalto molto bello…e poi INCREDIBILE: i francesi tengono davvero la destra! Se tu stai sulla corsia centrale ti abbagliano!!!!! L’unica nota negativa è che c’è un vento laterale fortissimo e quindi bisogna stare molto attenti soprattutto nei sorpassi di camion e pullman perché appena finita la manovra ti prendi certe “botte” laterali che ti spostano letteralmente!!!!!
Comunque la nostra “motina” si mangia 1000 km di asfalto tranquilla tranquilla e intorno alle 23 arriviamo alla frontiera spagnola dove decidiamo di fermarci a dormire (ormai è una tappa abituale per noi)
2°-3° Giorno: MADRID
La mattina ripartiamo verso MADRID, il nostro obiettivo è il Portogallo ma vogliamo vedere la capitale spagnola e visitare l’ultima parte della costa mediterranea della Spagna. Ci fermiamo in un campeggio poco fuori città, montiamo la tenda che è alta quasi 2 metri (io “seguo i lavori sulla parte bassa” perchè ci potrei saltellare dentro senza toccare il punto più alto), gonfiamo il materasso col relativo motorino (una delle prime cose che Gianni ha fatto sulla moto è stato di creare un apposito collegamento elettrico con lo spinotto per il motorino gonfiamaterasso e il caricabatteria del cellulare), svuotiamo tutto il maxia che così rimane libero per poterci mettere i caschi e le giacche quando ci fermiamo durante le escursioni, stacchiamo le valige laterali…e la moto è finalmente libera di scorazzare per la città. Madrid è una città molto bella, piena di rotonde con le fontane, ma il traffico è un po’ caotico, un po’ troppo per chi come noi fugge da Milano…
4°-6° giorno: MALAGA
Dopo questa breve toccata e fuga nella capitale ripartiamo verso il mare facendo per l’ultima volta l’autostrada….Ci fermiamo a Malaga, sempre in un campeggio un po’ fuori, ma sul mare!!!! I capeggi spagnoli sono davvero stupendi, hanno delle piazzole enormi, ben separate tra loro, dei bagni sempre puliti, ristoranti dove si mangia bene…insomma per chi ama la libertà totale sono davvero il massimo, anche se a volte si fa fatica a trovarli perchè le segnalazioni sulla strada lasciano un po’ a desiderare!
Prima di visitare la città ci fermiamo a fare benzina in un distributore “in pendenza”, lo ricordo bene perché quando sono scesa dalla moto non avevo calcolato la posizione e mi sono ustionata il polpaccio sulla marmitta, magari segnalare questa cosa può risparmiare a qualcun’altra lo stesso incontro ravvicinato con la marmitta bollente e il relativo “tatuaggio permanente” …
A parte questo piccolo intoppo la città è molto bella, solare, calda, con un mare molto calmo che ti dà l’idea di vacanza…è stato l’unico posto dove ci siamo concessi mezza giornata di spiaggia e mare, ovviamente dopo aver lavato la moto e ingrassato la catena.
I due giorni seguenti invece partiamo presto per delle escursioni: un giorno nell’entroterra tra le montagne dell’Andalusia, passando per tante cittadine tra cui Ronda di Malaga con il suo Ponte Nuovo, e l’altro giorno a Siviglia dove però faceva troppo caldo e ci siamo “rifugiati” nel “Parco De Maria Luisa” in mezzo al verde
7°-9° giorno :TARIFA-GIBILTERRA- MAROCCO
Si riparte per Tarifa, passando da El Mirador, il punto panoramico della statale da cui si vede l’Africa. Il campeggio che troviamo qui è molto caro rispetto agli altri e gli spazi sono più ristretti ma è pieno di motociclisti!
Giriamo la cittadina, il castello, la costa, poi ci spostiamo verso Gibilterra dove mangiamo la Paella in un ristorante vicino al mare e decidiamo di fare una tappa in Marocco.
Nell’agenzia del porto di Gibilterra ci sconsigliano di andarci in moto perciò prenotiamo una gita organizzata per il giorno dopo, lasciamo la moto in una parte del parcheggio del porto riservata ai dipendenti (il tipo dell’agenzia ci ha preso in simpatia e ce la fa mettere al sicuro accanto alla sua!) e saliamo sul traghetto pronti per “la giornata Africana”. Il tour prevedeva l’arrivo a Ceuta, la visita in una località dell’entroterra e poi la partenza da Tangeri. Arrivati a Ceuta c’era un pullmino per il tour che si è fermato solo una volta per farci provare a montare i cammelli. La gita è stata molto stancante soprattutto nella cittadina dell’entroterra che era tutta cintata da mura, piena di persone del posto che cercavano di venderti delle cose e bambini che chiedono oro. Non si vedono donne in giro se non qualcuna un po’ più anziana che porta dei cesti enormi, per cui io e tutte le altre donne del gruppo stavamo bene attaccati ai nostri ometti e alla guida. Diciamo che è un’occasione per vedere una parte di mondo con una cultura molto diversa dalla nostra, ma non ha proprio niente a che vedere con i posti turistici del Marocco da cui tutti tornano sereni e pronti a tornarci.
8° giorno: Portogallo arriviamo!!!
E così imbocchiamo di nuovo la statale e risaliamo verso il Portogallo, passando per Cadice e Jerez De La Frontiera. Già da qui la strada inizia ad essere piena di verde, abbandoniamo il paesaggio più “arido” della Spagna, passiamo da Vilareal De Santo Antonio e ci tuffiamo nell’Algarve. La prima tappa che facciamo è a Ponta de Sagres dove c’è una scogliera meravigliosa da cui ammirare l’oceano (per i più coraggiosi si può accedere a una spiaggia bellissima e fare un tuffo ma noi ci limitiamo a bagnarci i piedi (e a congelarceli) anche perché siamo in abbigliamento da viaggio e non abbiamo sotto il costume.
Da qui in poi le nostre tappe in campeggio durano tutte una sola notte…al mattino sveglia presto, dopo una bella colazione su smonta la tenda, si carica la moto e viaaaa…
Decidiamo di attraversare il Portogallo andando a zig-zag in modo da vedere sia la costa sia l’entroterra. Le strade non sono bellissime a livello di asfalto pieno di dossi e buche, ma in quanto a panorama ti tolgono il fiato…sono tutte circondate da verde, sia nei tratti piani sia nei tratti di montagna e sono poco trafficate….finalmente siamo “a passeggio” per il Paese, senza fretta, senza vincoli, solo noi, con questo cielo spettacolare, di un azzurro intenso, fa meno caldo che in Spagna ma l’aria è bellissima, i colori sembrano più vivi…abbiamo un po’ di difficoltà con la lingua perché molte parole si scrivono come in spagnolo ma si pronunciano diversamente ma anche questo ci fa sentire in vacanza! La gente del posto è cordiale anche se è meno espansiva degli spagnoli, forse perché siamo anche in luoghi non propriamente turistici quindi le persone sono più “vere”.
Nel nostro percorso tocchiamo tante località come Odemira, Santaluzia, Beja (dove troviamo un campeggio e ci fermiamo a dormire).
9°-11° giorno: LISBONA
Si riparte subito appena svegli, ormai siamo diventati velocissimi a smontare la tenda, rimettere tutto per bene nel bauletto, riagganciare le borse laterali, ritirare i documenti alla reception del campeggio e rimetterci in sella. Sempre a zig zag passiamo per Vidigueira, Evora, Setubal e arriviamo a Lisbona attraversando il Tago dal Ponte del 25 Aprile che non ha niente da invidiare ai ponti americani. Ci fermiamo in un campeggio poco fuori la città, a ridosso della statale ma costruito su una sorta di collinetta, vicino c’è una Decathlon che ci torna utile perché ci si buca il materasso e qui troviamo una toppa adesiva per ripararlo. Il clima è un po’ più freddo, soprattutto al mattino dove non è soleggiato e la sera, per cui qui non usiamo più i pantaloncini corti, anzi ci attrezziamo con le felpe (io che sono freddolosa ho il maglioncino di lana).
Lisbona è spettacolare, è la città più bella che abbia mai visto, piena anche di contrasti tra il moderno e l’antico. In questi 3 giorni l’abbiamo girata tutta in moto, facendo anche 2 volte avanti e indietro solo per passare anche l’altro ponte, il Vasco De Gama (che però ha il pedaggio a differenza dell’altro). Ci sono tantissime cose da vedere, la piazza del Commercio con la statua del re Don Josè I, la via Augusta che è il centro e da cui si arriva all’Elevador de San Justa che consente di arrivare nella parte “alta” della città, il Museo de La Marinha, il castello di Sao Jorge da cui si può ammirare il tramonto sulla città, il monumento del Cristo Re sull’altra sponda del Tago, la Torre di Belem che di notte è ancora più suggestiva.
12°-15° giorno: FATIMA-COIMBRA-PORTO
La vacanza sta per finire e così ripartiamo verso l’entroterra passando da Estoril e spingendoci verso nord. Ci fermiamo a Fatima, a vedere il Santuario. Non è periodo di pellegrinaggio per cui c’è pochissima gente, ma l’atmosfera è davvero particolare, suscita un po’ di commozione in entrambi. visitiamo l’interno del Santuario poi ci avviciniamo ad un punto della piazza dove si fanno bruciare delle candele e partecipiamo anche noi a questo rito accendendone 2 ed entrambi proviamo un’emozione strana. Vale la pensa fermarsi, anche per chi non è devotissimo. Un po’ più in là del santuario ci sono un sacco di negozi che commercializzano “santini” ecc, mi fermo per prendere un paio di pensieri per la mia famiglia e la signora del negozio notando i caschi ci regala una medaglietta dorata di San Raphael, protettore dei motociclisti (l’abbiamo scoperto lì, è un santo italiano e non avevamo neanche idea della sua esistenza).
Ripartiamo che ormai è buio, ma lì è troppo caro per fermarsi a dormire così ci avventuriamo verso un campeggio un po’ più all’interno.
Il mattino dopo si riparte, ci fermiamo a Coimbra dove pranziamo e arriviamo praticamente al confine orientale con la Spagna, nel Parco naturale di Serra de Estrela…una strada irrinunciabile per tutti i motociclisti, in alta montagna (la più alta che abbiamo trovato in Portogallo), senza barriere né protezioni laterali e con delle curve che in realtà sono dei veri e propri angoli di 90°, soprattutto in salita. Emozionante anche se chi, come me, soffre di vertigini arriva alla fine del “giro delle montagne” un po’ provato!!!
Dopo qualche foto (n cui la sottoscritta ha ancora l’aria sconvolta e si aggrappa alla moto ma si tiene ben lontana dai bordi della strada) riprendiamo la strada tornando verso ovest, passiamo per strade panoramiche da Trancoso, Lamego e arriviamo all’ultima tappa della vacanza: Porto. E’ tardi, così decidiamo di fermarci in una pensione per la notte e con nostro stupore troviamo una stanza bellissima allo stesso prezzo del famoso campeggio di Tarifa…La moto purtroppo rimane in strada, sotto la nostra finestra con il bloccadisco come unica sicurezza, ma ogni tanto ci alziamo a darle un’occhiatina.
Il giorno dopo è l’ultimo giorno prima del ritorno e abbiamo giusto il tempo di fare un giro turistico per la città poi intorno alle 16 cominciamo il viaggio di ritorno.
16°-17° giorno: VERSO CASA
Partiamo verso est, sempre in statale, andando piano piano…un po’ perché non abbiamo voglia di tornare, un po’ perché abbiamo la gomma posteriore praticamente liscia e temiamo che possa farci qualche brutto scherzo.
La velocità che teniamo è intorno ai 90 all’ora e, incredibile, sul bolide sembra di essere fermi, io riesco a stare seduta dritta dietro senza sentirmi spingere indietro dall’aria…mi godo quei km di libertà (che tanto poi dimenticherò in autostrada a ben altre velocità) fino a quando arriviamo al confine e siamo di nuovo in Spagna. Decidiamo di fermarci a Valladolid dove abbiamo visto esserci anche un punto di assistenza Suzuki.
Dopo aver lasciato la moto per il cambio gomme, finiamo a dormire in un ostello, un po’ triste e soprattutto moooolto lontano dal gommista…abbiamo fatto tanti km in 15 gg ma non siamo più abituati ad andare a piedi..La mattina dopo ritiriamo la moto e stavolta si corre in autostrada da Zaragoza a Barcellona, dove abbiamo un’altra sorpresa: restiamo fermi per un po’ in autostrada sotto un diluvio universale in coda dietro le macchine, con l’acqua alta, il buio totale intorno (anche se era primo pomeriggio non si vedevano neanche i cartelli) e le gocce di grandine che battevano su di noi (gli impermeabili ci hanno tenuti asciutti ma non potevano nulla contro i chicchi di grandine). Finalmente passato il peggio il viaggio è ripreso tranquillo, per tutta l’autostrada francese (stavolta memori dei freddi boschi francesi ci siamo fermati intorno alle 3 di notte a una stazione di servizio per bere un cappuccino e scaldarci) e più o meno all’alba siamo arrivati a Ventimiglia. Ci siamo fermati per la colazione in Autogrill prima di affrontare l’ultimo pezzo. I viaggi di ritorno li facciamo sempre di notte per poter vivere appieno l’ultimo giorno di vacanza e poi perché a Gianni piace molto guidare la notte…io puntualmente dopo una notte intera sveglia crollo e anche questa volta mi sono addormentata appoggiata a lui e saldamente attaccata, quando mi sono svegliata eravamo all’ultima curva della Serravalle che lui si era fatto tutta in piega domandandosi come mai non gli picchiavo sulla spalla per dirgli di andare più piano… Il resto del viaggio lo facciamo molto tranquilli, con già la nostalgia per i giorni passati troppo in fretta. Quando arriviamo al box siamo stanchi ma felici e nonostante in 17 giorni abbiamo fatto 8700 km saremmo già pronti a rimetterci in sella e ad affrontare una nuova avventura.
CONCLUSIONI
Viaggiare in moto dà emozioni che solo chi lo fa può capire. Purtroppo, per noi questo è stato l’ultimo viaggio che abbiamo fatto,
ma ancora oggi quando rivediamo le centinaia di foto fatte(purtroppo qui ne vedete poche perché non avevamo ancora la macchina digitale)
o ricordiamo tante piccole cose accadute durante i nostri viaggi è come se li avessimo fatti ieri, perché in fondo siamo rimasti motociclisti dentro.
Le vacanze in moto sono molto diverse dalle classiche vacanze che fanno la maggior parte delle coppie ma ti danno la possibilità di vivere così tante cose insieme,
si crea una complicità unica fatta di gesti piccoli come lo stare abbracciati in un certo modo, usare dei segni particolari per comunicare o semplicemente restare in silenzio,
ascoltare il rombo della moto e assaporare ogni istante, ogni odore, ogni colore, è una condivisione diversa delle proprie emozioni. La moto è anche amore
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